Filosofia Creativa
Per Armando Testa, la curiosità è sempre stata il primo vero passo verso la creatività.
Davanti all’immagine non ha mai avuto preconcetti: il suo sguardo aveva una fame continua di forme, di colori, di segni.
E questo punto di vista unico e singolare sul mondo, se 50 anni fa era moderno, oggi è modernissimo. E per noi è diventato una scuola.
Stupire l’occhio, sorprendere il cuore, divertire la mente.”
La Sintesi è meravigliosamente potente.
L’insegnamento chiave che Armando Testa ci ha trasmesso è la continua ricerca della sintesi. La volontà di comunicare con segni elementari, semplici ma mai banali. L’aspirazione di “Essere essenziali, nella forma e nel segno”.
Perché un’immagine sintetica è potente e democratica, e arriva a tutti. E soprattutto non invecchia mai, diventando un regalo per chi la guarda.
Questo era vero ai tempi di Carosello, ed è ancora più vero oggi, nell’epoca dei social, dello scroll e del mobile first.
Semplificare è catturare l’essenza delle cose.
Per la scuola testiana, la semplicità è un concetto trasversale al tempo.
Semplificare è segno di intelligenza, perché significa catturare l’essenza delle cose e trasformarla in un’idea che rimane sempre contemporanea.
In particolare oggi, con una comunicazione digitale sempre più rapida, essere semplici è l’insegnamento più moderno che ci resta.
Dalla parte di chi guarda.
Ancora oggi sappiamo benissimo da che parte stare. Dalla parte di chi guarda.
Cercare l’impatto espressivo e concedersi di puntare sulla complicità dei segni, sull’equivoco dell’immagine, sul paradosso visivo.
E quello che oggi chiamiamo “effetto wow”, è tuttora fatto di tanta ricerca visiva e di parole sempre diverse dal pensiero comune.
Parlare a tutti con la forza delle idee.
Conservo un ricordo di mio padre come di un innovatore poliedrico: pubblicitario di successo, artista sperimentale e anche interprete di una originale visione del design. La sua creatività era estremamente mobile e aperta ai tanti aspetti diversi del linguaggio dei segni, ma anche della vita e delle emozioni.
Il risultato sono lavori in cui l’arte e il quotidiano sono interconnessi in nome della sintesi, della semplicità del risultato e al tempo stesso della sua originalità.
Il passaggio dal talento dell’artista alla nascita di una vera e propria scuola di comunicazione firmata Testa è stata per tutti noi una evoluzione naturale. Una bellissima avventura umana e professionale.
La cosa che mi entusiasma di più è proprio il vedere immutato anche adesso quello stile “testiano” nell’affrontare le sfide creative. Intorno a noi è cambiato tutto: contesto, linguaggi, professionalità e tecnologie, prodotti e consumatori.
Ma quell’approccio poliedrico – oggi si direbbe integrato – di pura creatività, di sintesi semplice ma mai banale vicino al cuore e alla mente delle persone, non è cambiato di una virgola.
E sono certo che finché questo spirito farà parte del nostro modo di vedere le cose, continueremo a crescere e a innovare, a parlare a tutti con la forza delle idee. Insomma, a stare dalla parte di chi guarda, come direbbe Armando.
marco testa
Biografia di Armando Testa
Tratta dal catalogo Cucù-Tetè - a cura di Gemma De Angelis Testa
Dopo la guerra, durante la quale è impegnato come aviere fotografo, rientra a Torino e riprende l’attività di grafico. Apre un piccolo studio e inizia a lavorare per importanti aziende come Martini & Rossi, Carpano, Borsalino e Pirelli. Nel 1956 nasce lo Studio Testa, un’agenzia pubblicitaria non solo grafica ma anche televisiva. Intuendo le potenzialità del nuovo mezzo, Testa affianca all’agenzia una piccola casa di produzione, nella quale sperimenta anche tecniche cinematografiche d’avanguardia nel campo dell’animazione. Tra gli anni Cinquanta e Sessanta crea cosi personaggi e campagne che diventano vere e proprie icone dell’immaginario collettivo: da Caballero & Carmencita per il caffè Paulista alla sfera sospesa sulla mezza sfera per Punt e Mes, da Pippo – l’ippopotamo blu dei pannolini Lines – a Mimmo Craig per l’Olio Sasso, fino a Solvi Stubing per la birra Peroni.
Nel 1958 vince il concorso per il manifesto ufficiale delle Olimpiadi di Roma del 1960.
Il progetto verrà inizialmente rifiutato, ma alla seconda edizione del bando, l’anno successivo, Testa risulterà nuovamente vincitore. Nel 1965 è invitato a tenere la cattedra di Disegno e Composizione della Stampa presso il Politecnico di Torino, dove insegna fino al 1971. Nel 1968 riceve la Medaglia d’oro del Ministero della Pubblica Istruzione per il suo contributo alle Arti Visive, mentre nel 1975 la Federazione Italiana Pubblicità gli conferisce la Medaglia d’oro per i successi conseguiti all’estero.
Nel 1978 lo Studio Testa diventa Armando Testa S.p.A., con sedi anche all’estero: ancora oggi è una delle principali agenzie pubblicitarie italiane.
A partire dagli anni Ottanta Testa si dedica maggiormente alla pittura e intensifica la progettazione di manifesti e marchi per istituzioni culturali e iniziative sociali. Tra i lavori più noti di questo periodo figurano quelli per Amnesty International, il Festival dei Due Mondi di Spoleto, il Teatro Regio di Torino, Expo Arte, il Salone del Libro di Torino e il Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea. Nel 1989 riceve la laurea Honoris Causa dalla Colorado State University di Fort Collins. Muore a Torino il 20 marzo 1992.
Oltre alle numerose mostre a lui dedicate da musei e istituzioni italiane e internazionali, le sue opere sono entrate a far parte di importanti collezioni museali, tra cui il MoMA di New York, lo Stedelijk Museum di Amsterdam, il Musée des Arts Décoratifs di Parigi, la Galleria Internazionale d’Arte Moderna Ca’ Pesaro di Venezia (nella donazione di Gemma De Angelis Testa), la Collezione Salce di Treviso, il CSAC di Parma, la Raccolta Civica delle Stampe “Achille Bertarelli” di Milano, l’Israel Museum di Gerusalemme e il Poster Museum di Varsavia, il Museo Olimpico di Losanna e la collezione del Victoria and Albert Museum di Londra.
La creatività è una cosa meravigliosa.
